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	<title>Piatti tipici &#8211; Camping Athena</title>
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	<title>Piatti tipici &#8211; Camping Athena</title>
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		<title>Scopri la cultura cilentana nel mese di agosto: Giungano e la festa della pizza cilentana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Jul 2022 13:05:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[.sediseima edizione festa della pizza cilentana. ricette pizza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 6 all&#8217;11 agosto 2022 si terrà la Festa dell’Antica Pizza Cilentana nel comune di Giungano, in Cilento. Scopriamo insieme di cosa si tratta. Giungano: pizza e altro Giungano si trova tra Capaccio Paestum, Trentinara e Cicerale ed è il comune che, dal 2004, ospita la festa incentrata sulla pizza cilentana: un appuntamento estivo fisso [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 6 all&#8217;11 agosto 2022 si terrà la <strong>Festa dell’Antica Pizza Cilentana</strong> nel comune di <strong>Giungano</strong>, in Cilento. Scopriamo insieme di cosa si tratta.</p>
<p><strong>Giungano: pizza e altro<br />
</strong>Giungano si trova tra Capaccio Paestum, Trentinara e Cicerale ed è il comune che, dal 2004, ospita la festa incentrata sulla pizza cilentana: un appuntamento estivo fisso con la tradizione e il buongusto.</p>
<p>Nonostante le sue piccole dimensioni, Giungano presenta diversi punti di interesse che la rendono nota a livello locale. Oltre alla festa della pizza, infatti, nella cittadina ci sono diverse chiese e palazzi con architetture tra loro differenti e risalenti ai secoli scorsi e che si sono mantenuti fino a oggi.  Oltre al patrimonio architettonico, esistono anche dei sentieri in cui è possibile fare hiking – ovvero passeggiate – trascorrendo una giornata nel verde incontaminato.</p>
<p><strong>La pizza cilentana<br />
</strong>Vi siete mai chiesti cosa c&#8217;è al di là della classica pizza napoletana?</p>
<p>La pizza di tradizione cilentana è un vero e proprio elemento chiave del <strong>patrimonio enogastronomico cilentano</strong>: stiamo parlando di un <strong>antico piatto popolare</strong> che non ha subìto tutta la <em>contaminazione</em> e commercializzazione della pizza <em>classica</em> – basti pensare alla pizza di Cracco e a quella, più recente, di Flavio Briatore.</p>
<p>Questa tipologia di pizza si distingue da quella napoletana per la sua <strong>stesura</strong>, che risulta <strong>più lenta e più spessa</strong>: la pizza del Cilento non è altro che l&#8217;<strong>archetipo del pane con sopra del pomodoro</strong>. Non a caso, infatti, il suo impasto è il medesimo di quello usato per preparare il pane e, generalmente, è cotta in un ruoto o in una teglia di forma rettangolare. La ricetta prevede, inoltre, passata di pomodoro, formaggio di capra grattugiato, origano e olio extravergine di oliva. Alcuni aggiungano anche l&#8217;aglio,  altri la farina 00 piuttosto che la semola di grano duro e altri ancora scelgono di utilizzare il lievito madre piuttosto che quello classico, rendendo l&#8217;impasto più leggero di quanto non sia già. Come si può intuire, esistono le varianti di questa tipologia di pizza: l&#8217;importante è che vengano utilizzati <strong>ingredienti tipici del Cilento</strong> per guarnirla.</p>
<p><strong>La Festa dell’Antica Pizza Cilentana<br />
</strong>Quest’anno, la celebrazione del patrimonio gastronomico di questo vasto territorio giunge alla sua <strong>sedicesima edizione </strong>ed è organizzata dall’<strong>associazione no profit </strong><strong><em>Cilentum Pizza</em></strong>, il cui staff si è espresso così: <em>la terra produce il grano. Ma l’uomo produce il sogno del grano, ed è il sogno che consente di realizzarsi nelle cose</em>. Quest’evento è ottimo per vivere tradizioni e cultura del posto, non solo perché saranno aperti anche i portoni delle vecchie case in cui sono presenti – e usati – i forni antichi attraverso cui la tradizione è stata portata avanti.</p>
<p><strong>Raggiungere Giungano<br />
</strong>Non ci vuole molto a raggiungere Giungano partendo da Camping Athena: la distanza è di 15 chilometri, comprensivi di un piccolo tratto di strada provinciale; potrete anche approfittare delle aziende agricole del territorio che incrocerete strada facendo. Il tempo percorso che impiegherete equivale a una ventina di minuti.</p>
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		<title>Il Carciofo IGP di Capaccio Paestum</title>
		<link>https://www.campingathena.com/il-carciofo-igp-di-capaccio-paestum/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 08:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Carciofo, carcioffola o artichoke – scopriamo insieme il carciofo Cynara: dalla ninfa al vegetale Se ci chiedessero a cosa pensiamo quando ci parlano di cucina greca, nel seguente ordine, penseremmo a: una pita gyros, all’olio, al vino, al miele e alle noci. Ma un altro prodotto, piuttosto classico, nella storia della gastronomia greca è il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em>Carciofo, carcioffola o artichoke – scopriamo insieme il carciofo</em></p>
</blockquote>
<p><strong>Cynara: dalla ninfa al vegetale<br />
</strong>Se ci chiedessero a cosa pensiamo quando ci parlano di cucina greca, nel seguente ordine, penseremmo a: una pita gyros, all’olio, al vino, al miele e alle noci. Ma un altro prodotto, piuttosto classico, nella storia della gastronomia greca è il carciofo. Il carciofo, infatti, è un prodotto mediorentiale. Ovviamente, il nome scientifico del carciofo, <em>Cynara scolymus, </em>deriva proprio dal greco e non può mancare il mito sulla sua origine.</p>
<p>Protagonista del nostro mito è Cynara, ninfa dalla bellezza eterea, orgogliosa ma dal cuore nobile, e con gli occhi verdi accompagnati da sfumature violacee. Cynara era corteggiata da Zeus che, ritenendo inaccettabile essere costantemente rifiutato dalla ninfa, decise di punirla. Cynara fu così trasformata in un vegetale che fosse verde e duro all’esterno, a rappresentare il suo orgoglio, e violaceo e morbido all’interno, come il suo cuore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non solo Grecia</strong></p>
<p>Come abbiamo già detto, il carciofo è un vegetale mediorientale appartenente alla famiglia delle <em>asteracae</em>. Ci sono testimonianze della sua presenza anche in Egitto, ma la sua diffusione sulla nostra penisola è dovuta agli etruschi.</p>
<p>Secondo le testimonianze di Plinio il Vecchio, il carciofo era molto amato dai Romani, che prediligevano due modi per consumare il vegetale: il primo consisteva nel lessarli con acqua e vino; il secondo modo prevedeva l’uso di un’antica salsa a base di pesce, il <em>garum</em>, per condirli.</p>
<p><strong>Everybody loves artichokes<br />
</strong>È evidente che carciofo si fa amare facilmente. A riprova di ciò, le popolazioni arabe lo scoprirono in Sicilia e se ne innamorarono: lo denominarono <em>karshuf </em>e lo portarono in Spagna.</p>
<p>Successivamente, da Napoli fu esportato e introdotto in Toscana, conquistando il palato della casata De’ Medici, al punto che Caterina De’ Medici lo fece introdurre in Francia quando si sposò con Enrico II di Francia.</p>
<p>A oggi, il carciofo imbandisce le nostre tavolate pasquali e non solo. Spostandoci oltreoceano, sulla West Coast, troveremo la città di Castroville, in California: il carciofo lì è così amato che gli è stato dedicato un festival con annesso concorso di bellezza, <em>Queen of Artichoke </em>(=Regina del Carciofo), vinto anche da un’allora sconosciuta Marilyn Monroe!</p>
<p>A oggi, invece, il carciofo è uno dei protagonisti indiscussi delle tavolate pasquali e della primavera in generale. Tra il mese di aprile e quello di maggio, a Gromola, un borgo di Capaccio Paestum, si tiene la sagra del Carciofo: il carciofo viene presentato cucinato in svariati modi.</p>
<p><strong>Il carciofo in Italia<br />
</strong>Al mondo esistono più di ventiduemila specie di carciofo, ma facciamo un passo indietro e torniamo in Italia. Il nostro paese produce all’incirca cinquecentomila tonnellate di carciofo ogni anno, con produzioni concentrate soprattutto in Puglia, Sardegna, Sicilia e Campania e costituisce un elemento piuttosto rilevante nella dieta del mezzogiorno. Esistono, inoltre, numerose qualità, tra presidi <em>slow food</em>, <em>DOP</em>, <em>DOCG</em> e <em>IGP:</em> violetto di Castellammare di Stabia, carciofo di Pertosa, di Perinaldo, spinoso di Menfi, violetto di Sant’Erasmo, tondo di Paestum, violetto di Sicilia, spinoso di Sardegna, romanesco (o di Lasidpoli), violetto di Toscana.</p>
<p><strong>Il carciofo IGP di Capaccio Paestum – perché lo amiamo?<br />
</strong>La coltivazione intensiva di questo vegetale risale al 1800, ma la nostra intenzione è quella di soffermarci sul carciofo IGP di Paestum, noto come <em>tondo di Paestum</em> e coltivato nella Piana del Sele, che si presenta compatto e non presenta spine.</p>
<p>La sua storia è relativamente giovane e risale alla prima metà del ‘900: tra il 1929 e il 1930 furono eseguite le bonifiche nell’area di <a href="https://www.campingathena.com/mille-sfumature-di-capaccio-paestum/">Paestum</a>, riqualificando il terreno che diventò agrario. Successivamente alla riqualificazione dell’area, i napoletani esportarono il carciofo di Castellammare di Stabia nella Piana del Sele per coltivarlo. Il clima presente in questa zona ha favorito lo svilupparsi di un’ulteriore qualità di carciofo, il <em>tondo di Paestum</em>, che matura prima rispetto alle altre qualità presenti sul mercato, oltre a risultare più morbido.</p>
<p><strong>I benefici<br />
</strong>Diamo un breve sguardo ad alcuni dei benefici più importanti che derivano dalla presenza dei carciofi nella nostra alimentazione.</p>
<p>I carciofi favoriscono un notevole apporto di fibre e sali minerali, ottimo per i periodi più caldi in cui si ha bisogno di sali minerali. Abbassano anche il colesterolo, sono diuretici, e hanno anche una funzione antinfiammatoria. Favoriscono la corretta regolazione dell’apparato cardiocircolatorio e della glicemia, rappresentando una scelta vincente per l’alimentazione delle persone affette da diabete. Favoriscono anche la purificazione del fegato, contribuendo all’eliminazione delle tossine e contrasta l’anemia.</p>
<p>Ulteriore beneficio, piuttosto interessante è quello di ravvivare il colorito della pelle e di tonificarla se usato come maschera facciale:</p>
<ul>
<li>Rimuovere foglie esterne del carciofo</li>
<li>Frullare con del succo di limone</li>
<li>Applicare sul viso e tenere in posa per venti minuti</li>
<li>Risciacquare il viso</li>
</ul>
<p>Vi lasciamo con Pablo Neruda, che scrisse del carciofo:</p>
<blockquote><p><em>Il carciofo dal tenero cuore si vestiva guerriero, </em></p>
<p><em>Ispida edificò una piccola cupola,</em></p>
<p><em>Si mantenne all’asciutto sotto le sue squame.</em></p></blockquote>
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		<title>Mozzarella di bufala: la storia, il mito, la zizzona</title>
		<link>https://www.campingathena.com/mozzarella-di-bufala-la-storia-il-mito-la-zizzona/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 May 2022 08:32:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte e cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il focus che non ti aspettavi sul più prelibato prodotto campano Mozzarella di bufala: dal Medio Evo ad oggi I primi documenti relativi al celebre prodotto caseare risalgono al Medio Evo e si collocano a Capua: nel monastero di San Lorenzo vigeva l’usanza, tra i monaci, di offrire ai pellegrini che partecipavano alla loro processione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em>Il focus che non ti aspettavi sul più prelibato prodotto campano</em></p>
</blockquote>
<p><strong>Mozzarella di bufala: dal Medio Evo ad oggi<br />
</strong>I primi documenti relativi al celebre prodotto caseare risalgono al Medio Evo e si collocano a Capua: nel monastero di San Lorenzo vigeva l’usanza, tra i monaci, di offrire ai pellegrini che partecipavano alla loro processione del formaggio di latte di bufala, conosciuto col nome di <em>mozza</em> o <em>provata</em>.</p>
<p>È intorno al 1300 che i prodotti bufalini compaiono sui mercati di Capua, Aversa e, più in generale, nel salernitano, ma si parlerà di mozzarella solo nel 1570, col cuoco Bartolomeo Scappi, quando scrisse il suo libro di cucina. Inizia così un vero e proprio processo di industrializzazione della mozzarella di bufala che porta all’istituzione del primo <em>registro bufalino</em> nel 1700<em>. </em>L’industria della mozzarella di bufala si afferma definitivamente con l’insediamento della dinastia borbonica, i cui membri apprezzavano così tanto il prodotto bufalino, al punto da istituire i primi caseifici <em>ante litteram</em>, molto diversi dal concetto odierno di caseificio.</p>
<p>Con la costruzione delle ferrovie, il commercio delle mozzarelle riceve un’enorme spinta, facendo acquisire notevole popolarità alla mozzarella anche fuori dal territorio campano: fino al 1942, la mozzarella, che è un formaggio a pasta filata, era considerata tale solo se prodotta con latte di bufala; nasce così la distinzione tra mozzarella e fior di latte, ovvero la mozzarella fatta con latte vaccino.</p>
<p>Ad oggi, la <a href="https://www.campingathena.com/una-tappa-enogastronomica-da-non-dimenticare-la-mozzarella-di-bufala-campana-d-o-p/">mozzarella di bufala</a> può essere prodotta in tutta Italia: per tutelare la qualità della mozzarella di bufala campana, nel 1981 viene fondato il <em>Consorzio di tutela della mozzarella di bufala campana</em>. Nel 1996, le è stata conferita la <em>Denominazione di Origine Protetta</em>.</p>
<p><strong>La leggenda della mozzarella di bufala<br />
</strong>Ogni prodotto dal sapore leggendario che si rispetti non può non avere una leggenda!</p>
<p>Ebbene sì, il pregiato prodotto campano ha anche una leggenda. Scopriamola insieme.</p>
<p>Protagonista è la ninfa <em>Baptì-Palìa</em>, ninfa etrusca e regina della paludi della piana del Sele. Il suo compito era quello di custodire il segreto della mozzata di Bufala, cibo preferito degli dei. All’alba di ogni mattino, la ninfa mungeva tutte le bufale presenti nella zona per poi filarne la cagliata fino a ottenere un impasto morbido ed elastico e mozzarne i pezzi. I pezzi mozzati venivano posti in adornati cesti di vimini e offerti agli dei.</p>
<p>Un giorno, innamoratasi di Tusciano, giovane contadino della piana, decise di svelargli il segreto della mozzata, ma il giovane lo rivelò a tutti gli altri contadini, che presero a produrre la mozzata.</p>
<p>Gli dei, adirati, decisero di punirli trasformando Baptì-Palìa in terreno, l’odierna Battipaglia, e Tusciano in fiume, lo stesso che oggi abbraccia il terreno di Battipaglia.</p>
<p>Ancora oggi i contadini della piana del Sele mungono le loro bufale all’alba e sono gli unici a conoscere il segreto per la mozzarella di bufala di Battipaglia e dintorni.</p>
<p><strong>Zizzona di Battipaglia in breve<br />
</strong>Ovunque è nota la gigante mozzarella prodotta a Battipaglia, la <em>Zizzona</em>, che per forma e dimensioni ricorda un seno femminile abbondante.</p>
<p>Della <em>Zizzona</em> esistono anche diverse varianti:</p>
<ul>
<li>Zizzona affumicata</li>
<li>La figliata, una zizzona ripiena di panna e ciliegine (mozzarelle di piccole dimensioni)</li>
<li>Zizzona ripiena, generalmente farcita con parmigiana di melanzane ma anche con gnocchi alla sorrentina</li>
</ul>
<p>Una curiosa “variante” della zizzona è il pandoro di bufala: una grande mozzarella a forma di pandoro… ed esiste anche in versione affumicata!</p>
<p>Ad oggi, la tanto amata Zizzona ha anche una rivale: la <em>Mammellona di Eboli</em>! Riuscirà la Mammellona a farsi strada nel cuore delle persone e a ritagliarsi il suo spazio nel Pantheon delle eccellenze locali? Chi vivrà… vedrà!</p>
<p><strong>Mozzarella di bufala: le proprietà benefiche<br />
</strong>Sapevi che il consumo di mozzarella di bufala ha delle proprietà benefiche?</p>
<p>La mozzarella di bufala DOP è costantemente oggetto di studio per quanto riguarda le sue proprietà nutrizionali.</p>
<p>Ti riportiamo i benefici riscontrati:</p>
<ul>
<li>Grande apporto di sali minerali (calcio, fosforo e ferro) la rendono ideale per le donne in menopausa</li>
<li>Nel corso della digestione sono rilasciati frammenti di proteine che proteggono le cellule intestinali, rendendola quindi più efficace dei vari farmaci contro le infiammazioni intestinali</li>
<li>Grazie alla presenza delle molecole naturali nella produzione di latte e derivati, è ridotto il rischio di cancro del colon retto</li>
</ul>
<p>Ti consigliamo di mangiare mozzarella di bufala non più di due volte a settimana, in modo da seguire una dieta varia.</p>
<p><strong>Celebrare la mozzarella di bufala in Cilento<br />
</strong>Non si possono non celebrare le proprie tradizioni, culinarie e non, e i cilentani questo lo sanno bene: solo alla mozzarella di bufala sono dedicate diverse sagre e degustazioni. A causa della pandemia, purtroppo, non garantiamo l’effettiva celebrazione di queste feste.</p>
<p><strong>Festa solidale del sorriso <em>Sapori di Bufala</em>: </strong>festa a tema solidarietà che si tiene a Battipaglia; è organizzata dall’Associazione Arcobaleno Marco Iagulli Onlus.</p>
<p><strong>Festa della Zizzona di Battipaglia: </strong>festa che si tiene ad agosto a Battipaglia; è organizzata dalla Pro Loco <em>‘A Castelluccia</em>, dal caseificio <em>La Fattoria </em>e da <em>Radio Castelluccio </em>ed è patrocinata dal Comune di Battipaglia.</p>
<p><strong>Le strade della Mozzarella: </strong>trattasi di un evento internazionale, che si tiene a Paestum nel mese di ottobre, in cui la mozzarella è affiancata da altre eccellenze gastronomiche popolari, il tutto affidato a grandi chef di fama mondiale.</p>
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		<title>Un pranzo cilentano</title>
		<link>https://www.campingathena.com/un-pranzo-cilentano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2021 10:17:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Eccoci con un nuovo appuntamento con la cucina cilentana della tradizione. Questa volta vi accompagno in un tipico pranzo del Cilento, alla riscoperta dei sapori di una volta, quelli della tradizione contadina. Stuzzichini Nell’attesa che si porti in tavola un primo piatto doc, possiamo stuzzicare il palato con le bruschette, il mitico acquasale, di cui [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci con un nuovo appuntamento con la cucina cilentana della tradizione.</p>
<p>Questa volta vi accompagno in un tipico pranzo del Cilento, alla riscoperta dei sapori di una volta, quelli della tradizione contadina.</p>
<ul>
<li><strong>Stuzzichini</strong></li>
</ul>
<p>Nell’attesa che si porti in tavola un primo piatto doc, possiamo stuzzicare il palato con le bruschette, il <a href="https://www.campingathena.com/alla-riscoperta-della-cucina-povera-del-cilento/">mitico acquasale</a>, di cui vi abbiamo già parlato, o le deliziose <strong>frittelle di fiori di zucca fritte</strong>, una goduria a dir poco indescrivibile.</p>
<p>E se il primo tarda ad arrivare, ci sta anche un morso alla <strong>pizza cilentana</strong>, fatta con l’impasto del pane a base di farina di grano tenero e semola di grano duro, condita con pomodoro e formaggio caprino grattugiato.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1795 aligncenter" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-300x225.jpg" alt="pizza cilentana" width="300" height="225" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-300x225.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-1024x768.jpg 1024w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-768x576.jpg 768w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-1536x1153.jpg 1536w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/pizza_cil-2048x1537.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<ul>
<li><strong>Fusilli Felittesi mon amour</strong></li>
</ul>
<p>Accomodiamoci ora a tavola per accogliere la prima portata, i <strong>fusilli di Felitto al ragù</strong>, un piatto immancabile nelle grandi occasioni. Felitto è un paese del Cilento sulle rive del fiume Calore. La variante di fusillo che porta il suo nome è una pasta fresca all’uovo, fatta a mano secondo una laboriosa lavorazione tramandata di generazione in generazione, con l’aiuto di un ferro sottile e lungo, che serve a tirare e arrotolare la pasta. Ogni fusillo è lungo 18-22 cm ed ha una consistenza e una forma cava tale da raccogliere benissimo ogni tipo di condimento.</p>
<p>Questa particolare pasta è prodotta unicamente nel Comune di Felitto ed è riconosciuta dalla Regione Campania nel <strong>Registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali</strong> come stabilito dal decreto ministeriale delle politiche agricole e Forestali del 14 giugno 2002 (D.M. 350/99).</p>
<p>Fin dal 1976 il fusillo felittese è il protagonista assoluta dell’<strong>omonima sagra </strong>che si svolge ogni anno nella seconda decade di agosto</p>
<p>Secondo la tradizione i fusilli felittesi si condiscono con un sugo di castrato di capra (più raramente di pecora) e una spolverata di pecorino o di cacioricotta di capra cilentana.</p>
<p>Curiosità: la sera di Carnevale si mette da parte un piatto di fusilli per offrirli il giorno dopo, inizio della Quaresima, alle galline, come augurio di buona prolificità.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1773 aligncenter" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fusillifilett-225x300.jpg" alt="fusilli felitto" width="225" height="300" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fusillifilett-225x300.jpg 225w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fusillifilett-767x1024.jpg 767w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fusillifilett-768x1025.jpg 768w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fusillifilett.jpg 1068w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<ul>
<li><strong>Un secondo che sa di storia</strong></li>
</ul>
<p>Lo <strong>sfriuonzolo di maiale </strong>è un secondo a dir poco appetitoso, che si è guadagnato il posto d’onore in una sagra ormai famosissima del Cilento, <strong>‘U Sfriunzolo</strong>, che si tiene a <strong>San Mango Cilento </strong>verso la metà di agosto. Tre giorni di festa all’ombra dei numerosi archi del Centro Storico di San Mango, per assaggiare i <a href="https://www.campingathena.com/alla-riscoperta-della-cucina-povera-del-cilento/">piatti della tradizione</a>, rinfrescarsi con le acque cristalline per cui S. Mango è anche detto <strong>“paese delle fresche sorgenti”</strong>, e fare anche una passeggiata nell’oasi naturalistica dell’antica Valle dei Mulini, risalente al XIII secolo.</p>
<p>Tornando a noi, lo sfriuonzolo di maiale è un piatto tradizionale che si consumava il giorno in cui si ammazzava il maiale. La carne fresca veniva insaporata con pappacelle sott’aceto per un piatto unico e gustoso.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1785" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/Sfriuonzolo-300x204.jpg" alt="u sfriuonzolo" width="300" height="204" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/Sfriuonzolo-300x204.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/Sfriuonzolo-768x522.jpg 768w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/Sfriuonzolo.jpg 900w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>I contorni</strong></li>
</ul>
<p>Ciambotta, mulignane ‘mbuttunate, tiella cilentana, i contorni sono infiniti. Oggi, però, assaggiamo un fiore all’occhiello della produzione agricola di questa terra, il <strong>carciofo di Paestum IGP</strong>, marchio ottenuto nel 2004.</p>
<p>L’inconfondibile sapore dolce, l’aspetto rotondeggiante e l’assenza di spine lo rendono particolarmente gradito rispetto ad altre tipologie della stessa famiglia. La cucina locale li vede protagonisti delle tavole pasquali in diverse versioni, dal classico imbottito (con un ripieno a base di pangrattato, formaggio, prezzemolo e aglio) a quello arrostito, ma anche fritto, nella pizza e nelle torte rustiche, e anche come amaro a fine pasto.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="alignnone size-medium wp-image-1764" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/carciofo_paestum-1-300x225.jpg" alt="carciofo Paestum IGT" width="300" height="225" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/carciofo_paestum-1-300x225.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/carciofo_paestum-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/carciofo_paestum-1-768x576.jpg 768w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/carciofo_paestum-1.jpg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<ul>
<li><strong>Direttamente dalla Magna Grecia: il fico bianco DOP</strong></li>
</ul>
<p>Al momento della frutta, non si può che servirvi <strong>il fico bianco del Cilento Dop</strong>, dolce e delicatissimo. Furono i coloni greci che fondarono Paestum e Velia a portarlo in questa terra, nel VI secolo a.C., e i cilentani hanno mantenuto la tradizione di &#8220;steccarli&#8221; (infilzarli in bastoncini di legno) e lasciarli essiccare. I fichi bianchi del Cilento si degustano freschi, secchi al naturale o ripieni di mandorle, nocciole, noci, bucce di agrumi.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1770 aligncenter" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fico_bianco_cil-300x224.jpg" alt="fico bianco cilento dop" width="300" height="224" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fico_bianco_cil-300x224.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/fico_bianco_cil.jpg 594w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<ul>
<li><strong>I dolci del Cilento</strong></li>
</ul>
<p>Non basta un articolo per descrivere la bontà e l’immensità del piacere del palato che offre il Cilento nei suoi dolci. Per una giornata particolarmente calda non ci può essere dolce migliore di un <a href="https://www.campingathena.com/una-tappa-enogastronomica-da-non-dimenticare-la-mozzarella-di-bufala-campana-d-o-p/">gelato con latte di bufala</a>, realizzato con ingredienti freschi e di altissima qualità, scrupolosamente selezionati e caratterizzanti, come quello alle fragoline di bosco del territorio di Acerno.</p>
<p><img class="size-medium wp-image-1776 aligncenter" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala-300x225.jpg" alt="gelato al latte di bufala" width="300" height="225" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala-300x225.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala-1024x768.jpg 1024w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala-768x576.jpg 768w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala-1536x1152.jpg 1536w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2021/03/gelato_bufala.jpg 1613w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<ul>
<li><strong>Per finire caffè e..</strong></li>
</ul>
<p>Ammazzacaffè. E anche qui c’è l’imbarazzo della scelta.</p>
<p>Il limoncello ai limoni della Costiera Cilentana è un classico, ma per chi desidera assaggiare qualcosa di più particolare, eccovi il liquore ai fichi bianchi del Cilento Dop, dal sapore autentico e naturale, o quello al carciofo di Paestum Igt, dall’azione rinfrescante e digestiva.</p>
<p>Gli amanti delle grappe saranno rapiti dal liquore alle foglie d’oliva, ottimo digestivo dalla gradazione importante.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E per quanto riguarda i vini con cui accompagnare l’intero pranzo, vi consiglio di dare un’occhiata <a href="https://www.campingathena.com/un-calice-di-vini-paestum-igt/">qui</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se siete arrivati alla fine di quest’articolo, sono sicura che avete l’acquolina e che state già programmando le vostre vacanze nel Cilento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.campingathena.com/contatti/">Contattaci</a> per un preventivo nel nostro Camping. Saremo lieti di accogliere ogni vostra esigenza.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Un calice di&#8230;vini Paestum IGT</title>
		<link>https://www.campingathena.com/un-calice-di-vini-paestum-igt/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 07:26:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“E’ un delicato bere l’estate alli gran caldi e non ha pari bevanda la sera a tutto pasto…”. Così Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III, nel XVI sec descriveva i vini del Cilento. Come dargli torto. I vini del Cilento sanno di storia, di mare, di collina, di passione, e del sole che illumina [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“E’ un delicato bere l’estate alli gran caldi e non ha pari bevanda la sera a tutto pasto…”.</em></p>
<p>Così Sante Lancerio, bottigliere di papa Paolo III, nel XVI sec descriveva i vini del Cilento.</p>
<p>Come dargli torto. I vini del Cilento sanno di storia, di mare, di collina, di passione, e del sole che illumina e rende fertile questo territorio.</p>
<p>Paestum, in particolare, vanta una lunga tradizione viticola ed enologica già ai tempi dei greci e romani, una storia che nel 1995 ha portato alla creazione della denominazione Paestum I.G.T., una delle più importanti della Campania.</p>
<p>I vitigni locali furono introdotti ad Elea e a Paestum dagli antichi colonizzatori greci, che trovarono nel clima mite e nella natura argillosa-calcarea del terreno le condizioni necessarie per una produzione di qualità.</p>
<ul>
<li><strong>L’indicazione IGT</strong></li>
</ul>
<p>L’indicazione geografica Paestum IGT garantisce particolari condizioni ambientali e di lavorazione dei vigneti che rimandano alla tradizione e che sono sinonimo di alta qualità e ricercatezza dei prodotti.</p>
<p>I vini IGT Paestum vengono prodotti nei vigneti del basso e dell’alto Cilento, un territorio multiforme, che spazia dalle colline, alle pianure, fino alle coste, aree diverse con caratteristiche e microclimi specifici che rendono possibile la selezione e coltivazione di specifiche qualità d’uva, tra cui ricordiamo l’Aglianico, l’Asprinio, il Barbera, il Coda di Volpe, il Fiano, il Greco, il Moscato bianco, il Piedirosso, il Primitivo e il Sciascinoso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li><strong>Gli abbinamenti</strong></li>
</ul>
<p>I vini rossi Paestum IGT si sposano alla perfezione con carne rossa, le tipiche preparazioni a base di verdura della <a href="https://www.campingathena.com/alla-riscoperta-della-cucina-povera-del-cilento/">cucina cilentana</a>, e i formaggi di media stagionatura.</p>
<p>I vini bianchi, invece, sono l’ideale con tutti i piatti della cucina marinara, ma anche le preparazioni a base di legumi e, in particolare, con l’immancabile <a href="https://www.campingathena.com/?p=1717&amp;preview=true">mozzarella di bufala campana D.O.P.</a></p>
<p>Infine i rosati, che sono in armonia con antipasti a base di salumi e le preparazioni a base di carne bianca.</p>
<p>Ovviamente, al momento dell’ordinazione non esitate a chiedere consigli agli addetti al servizio, che meglio di noi sapranno indicarvi l’abbinamento perfetto.</p>
<ul>
<li><strong>I tour di degustazione</strong></li>
</ul>
<p>Se state trascorrendo le vostre vacanze nel Cilento, non potete non far tappa in una delle cantine della zona, dove sarete accolti con veri e propri tour delle cantine. I viticoltori saranno lieti di raccontarvi la storia delle loro aziende ed accompagnarvi nei vari percorsi di degustazioni. Il tutto in un’atmosfera suggestiva e quasi fuori dal tempo.</p>
<p>Una bella passeggiata nei vigneti, una sosta tranquilla nelle aree di degustazione dove assaporare i vari abbinamenti dei vini IGT con i prodotti tipici della zona vi regaleranno un’esperienza sensoriale e di gusto a dir poco sorprendente.</p>
<p>Nel corso dell’anno, e in estate in particolar modo, alcune cantine in collaborazione con le strutture ricettive locali e le associazioni del territorio organizzano diversi eventi di degustazione e sagre in cui è possibile assaggiare i vini Paestum IGT e i piatti della cucina tradizionale.</p>
<p>A causa del delicato momento di pandemia da Covid-19 che stiamo vivendo, molti i questi eventi sono stati annullati nel 2020 e sospesi nel 2021, ma noi siamo fiduciosi che quest’estate 2021 ci possa regalare la possibilità di prendervi parte, nel rispetto delle normative.</p>
<blockquote><p><em>“Et però credo che molta felicità sia agli homini </em></p>
<p><em>che nascono dove si trovano i vini buoni.”</em></p></blockquote>
<p><strong>Leonardo da Vinci (1452 – 1519)</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Una tappa enogastronomica da non dimenticare: la mozzarella di bufala campana D.O.P.</title>
		<link>https://www.campingathena.com/una-tappa-enogastronomica-da-non-dimenticare-la-mozzarella-di-bufala-campana-d-o-p/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2021 07:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella di bufala campana dop]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se siete in vacanza nella zona di Capaccio Paestum, una sosta in uno dei numerosi caseifici in zona è d’obbligo. La mozzarella di bufala campana D.O.P. è un prodotto tipico della Piana del Sele che vi conquisterà per il suo sapore deciso e delicato, il suo color bianco porcellana e per le sue innumerevoli proprietà [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete in vacanza nella zona di Capaccio Paestum, una sosta in uno dei numerosi caseifici in zona è d’obbligo.</p>
<p>La mozzarella di bufala campana D.O.P. è un prodotto tipico della Piana del Sele che vi conquisterà per il suo sapore deciso e delicato, il suo color bianco porcellana e per le sue innumerevoli proprietà organolettiche.</p>
<p>Il latte di bufala, infatti, ha un’elevata presenza di sali minerali e calcio, sostanze importanti per il benessere dell’apparato cardiaco, del sistema nervoso e delle ossa. Inoltre, è ricco di vitamine e antiossidanti e ha anche un minor quantitativo di grassi saturi come il colesterolo.</p>
<ul>
<li><strong>Il marchio DOP</strong></li>
</ul>
<p>La Mozzarella di Bufala Campana ha ottenuto il riconoscimento del marchio D.O.P. il 12 Giugno 1996 per effetto del reg. Ce 1107/96.</p>
<p>La certificazione DOP garantisce l’utilizzo esclusivo di latte intero di bufala fresco, proveniente dagli allevamenti dell’area certificata, nonché una serie di precise condizioni di lavorazione per un prodotto dagli alti standard qualitativi, che merita a pieno titolo l’appellativo di “oro bianco della Piana del Sele”.</p>
<ul>
<li><strong>Un po’ di storia</strong></li>
</ul>
<p>La lavorazione del latte di bufala e la produzione di mozzarelle ha origini antichissime. Molto bella è la tradizione della “chiamata”, una sorta di cantilena con la quale il mandriano chiamava la bufala per invitarla a farsi mungere.</p>
<p>Gli allevamenti di bufale ebbero una crescita esponenziale durante l’epoca del fascismo grazie alla bonifica della Piana del Sele, allora infestata dalla malaria; da allora la tradizione si è mescolata a tecniche di produzione e lavorazione sempre più moderne che ne hanno decretato l’attuale successo.</p>
<ul>
<li><strong>Come degustare la mozzarella di bufala campana D.O.P.</strong></li>
</ul>
<p>È fatto divieto assoluto di usare la mozzarella di bufala campana D.O.P. in piatti cotti ed elaborati. La mozzarella di bufala campana D.O.P. vuole, per sua natura, essere la protagonista assoluta del piatto, complice non solo la sua innata bontà ma anche tutte le sue proprietà nutrizionali che la rendono a tutti gli effetti un piatto unico. Vi consigliamo di abbinare una semplice insalata fresca oppure preparare la classica caprese con pomodori, basilico fresco e olio extravergine d’oliva.</p>
<p>Come accompagnare la gustosa mozzarella di bufala se non con un fresco calice di vino?</p>
<p>Beh non potrete che scegliere uno dei <a href="https://www.campingathena.com/?p=1722&amp;preview=true">vini della zona a marchio I.G.T</a>, la cui acidità e freschezza ben accompagnano le note acidule della mozzarella.</p>
<ul>
<li><strong>Dove degustare la mozzarella di bufala campana D.O.P.</strong></li>
</ul>
<p>Nei dintorni di Paestum e lungo tutta l’area del Sele ci sono infinite aziende agricole da visitare, dove è possibile acquistare direttamente i prodotti o anche passare un’intera giornata a contatto con la natura e alla scoperta dell’allevamento delle bufale e della lavorazione del loro latte. Molti agriturismi sono organizzati con ristorantini o vere e proprie zone pic-nic e aree verdi in cui degustare, direttamente sul posto, i loro prodotti. Nei vari caseifici e agriturismi potrete assaggiare e acquistare non solo la mozzarella in tutte le sue forme e pesate (ciliegine, bocconcini, trecce, la mitica “zizzona”), ma tutte le altre lavorazioni del latte di bufala come la ricotta, lo yogurt, la burrata, i vari formaggi (scamorza, caciocavallo, provola etc.), dolci e anche il gelato per la gioia dei più piccini.</p>
<p>Se non sapete proprio quale scegliere, vi aspettiamo alla reception per darvi qualche dritta!</p>
<p>Buona degustazione!</p>
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		<title>Alla riscoperta della cucina povera del Cilento</title>
		<link>https://www.campingathena.com/alla-riscoperta-della-cucina-povera-del-cilento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[mariopalo81]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Nov 2020 15:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consigli]]></category>
		<category><![CDATA[Piatti tipici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria riscoperta della cosiddetta “Cucina povera”, fatta di piatti semplici e genuini, con procedimenti facili e veloci. La lunga storia dell’arte dell’arrangiarsi In realtà la cucina povera è molto di più di un piatto semplice o povero. L’ingrediente principale che accomuna tutti i piatti è la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a una vera e propria riscoperta della cosiddetta “Cucina povera”, fatta di piatti semplici e genuini, con procedimenti facili e veloci.</p>
<p><strong>La lunga storia dell’arte dell’arrangiarsi<br />
</strong>In realtà la cucina povera è molto di più di un piatto semplice o povero. L’ingrediente principale che accomuna tutti i piatti è la tradizione storica che essi raccontano, fatta di nonne che si arrangiavano con il poco per sfamare le famiglie numerose, prodotti stagionali in abbondanza preparati in svariati modi, pentole fumanti sotto i focolari che scaldavano le gelide serate invernali, avanzi del giorno prima che si trasformavano in preparazioni ricche di gusto e sapore, momenti di festa da condividere con il vicinato, periodi di ristrettezza economica in cui il cibo scarseggiava ma la fantasia no.</p>
<p>La cucina povera racconta la storia gastronomica dell’Italia, e oggi viene riproposta, anche in versione gourmet, nei più famosi ristoranti e trattorie del paese. Durante la rilassante vacanza al <a href="https://www.campingathena.com/">Camping Village</a> bisognerà assolutamente fare un tuffo nel passato e assaporare i piatti che hanno fatto la storia del Cilento e della Dieta Mediterranea! In zona ci sono tantissimi ristoranti e trattorie dove fare tappa e, perché no, rubare qualche idea gastronomica da ricreare nella vostra cucina al ritorno dalle vacanze.</p>
<p>Iniziamo con un grande classico, fresco e gustoso, ideale anche da assaporare in spiaggia sotto l’ombrellone.</p>
<p><strong>I piatti storici del Cilento da non perdere</strong></p>
<p>1.Il mitico <strong>Acquasale, </strong>piatto poverissimo, fatto di pane biscottato (cioè rimesso nel forno), leggermente ammollato in acqua e condito con sale, pomodori e olio extravergine d’oliva rigorosamente del posto. L’ideale è abbinarlo con la mozzarella di Bufala, da scegliere in uno dei tanti caseifici in zona per un’esperienza di gusto, leggera e nutriente allo stesso tempo.</p>
<p><img class="ippo aligncenter wp-image-1686 size-full" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/Acquasale.jpg" alt="acqua sale" width="700" height="525" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/Acquasale.jpg 700w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/Acquasale-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>2.Se siete in vacanza da noi nella seconda metà di agosto non potete perdervi <strong>la Sagra dei &#8220;Ciccimmaretati&#8221; di Stio, </strong>un piccolo paese del salernitano che, tutti gli anni, solitamente dal 17 al 23 agosto, accoglie i partecipanti sotto un castagneto secolare, ricreando l’atmosfera storica di un tempo con piatti e abiti tradizionali. La sagra prende il nome dal piatto principale legato alla tradizione contadina, i Ciccimmaretati, una zuppa di legumi saporita che tradizionalmente veniva preparata il primo di maggio con gli avanzi di tutti i legumi non mangiati durante l’inverno, che venivano “maritati”, oltre che fra di loro, anche con le castagne. Si cercava così di far fronte al periodo di magra prima del nuovo raccolto e sfamare la famiglia con un piatto semplice ma completo.</p>
<p><img class="ippo aligncenter wp-image-1692 size-full" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciccimmaretati.jpg" alt="ciccimaretati" width="1000" height="604" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciccimmaretati.jpg 1000w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciccimmaretati-300x181.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciccimmaretati-768x464.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>3.La sagra dei piatti poveri di Stio conta migliaia di partecipanti da tutta Italia. L’edizione 2020, purtroppo, è stata cancellata a causa della pandemia da <a href="https://www.campingathena.com/tips-to-keep-your-bedroom-fresh-and-clean/">Covid-19</a> ma siamo fiduciosi di potervi partecipare il prossimo 2021 con i sorrisi e gli abbracci che tanto ci mancano. Sempre alla Sagra di Stio, non si può non assaggiare un altro cult della tradizione culinaria cilentana, le mitiche <strong>mulignane ‘mbuttanate</strong>, melanzane ripiene di prodotti tipici del posto. Seguendo la ricetta classica 5 sono gli ingredienti che non devono mancare, uova fresche, cacioricotta di capra stagionato grattugiato, pomodori, olio extravergine d’oliva e l’inconfondibile profumo e aroma del basilico.</p>
<p><img class="ippo aligncenter wp-image-1698 size-full" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/mulignane_mbutt.jpg" alt="mulignane mbuttunate" width="1000" height="750" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/mulignane_mbutt.jpg 1000w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/mulignane_mbutt-300x225.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/mulignane_mbutt-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>4.E le melanzane la fanno da padrone anche in un altro piatto tipico, <strong>la Ciambotta</strong>, che di sicuro avrete già riprodotto nelle vostre case, ma con gli ortaggi del Cilento è tutta un’altra storia. Ogni famiglia e ogni paesino cilentano ha la sua ricetta e ingrediente segreto, perché nasce dall’esigenza di portare a tavola un piatto completo con le rimanenze degli ortaggi.</p>
<p><img class="ippo aligncenter wp-image-1689 size-full" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciambotta.jpg" alt="ciambotta" width="1000" height="572" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciambotta.jpg 1000w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciambotta-300x172.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/ciambotta-768x439.jpg 768w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>5.Rimaniamo sul tema legumi per le <strong>Lagane e ceci, </strong>piatto icona del Cilento, semplice, ricco di sapori e di storia. Persino il poeta latino Orazio ne parlava in alcuni versi delle sue <em>Satire</em>. Le lagane sono una pasta a striscioline fatta a mano con acqua e farina che si sposano con i ceci di Cicerale, una varietà particolare ricca di proprietà nutritive e di sapore. Un mix di semplicità, gusto e nutrimento da capogiro.</p>
<p><img class="ippo aligncenter wp-image-1695 size-full" src="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/laganececi.jpg" alt="lagane e ceci" width="875" height="600" srcset="https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/laganececi.jpg 875w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/laganececi-300x206.jpg 300w, https://www.campingathena.com/wp-content/uploads/2020/11/laganececi-768x527.jpg 768w" sizes="(max-width: 875px) 100vw, 875px" /></p>
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<p>Per oggi ci fermiamo qui, non vogliamo fare un attentato alla vostra forma fisica e alla vostra prova costume. Nel prossimo appuntamento con la cucina cilentana vi faremo “assaggiare” altri gustosi piatti della tradizione, dai primi ai secondi, e anche un qualche dolcetto che male non fa. D’altronde siamo in vacanza, la dieta lasciamola a casa!</p>
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