Eccoci con un nuovo appuntamento con la cucina cilentana della tradizione.

Questa volta vi accompagno in un tipico pranzo del Cilento, alla riscoperta dei sapori di una volta, quelli della tradizione contadina.

  • Stuzzichini

Nell’attesa che si porti in tavola un primo piatto doc, possiamo stuzzicare il palato con le bruschette, il mitico acquasale, di cui vi abbiamo già parlato, o le deliziose frittelle di fiori di zucca fritte, una goduria a dir poco indescrivibile.

E se il primo tarda ad arrivare, ci sta anche un morso alla pizza cilentana, fatta con l’impasto del pane a base di farina di grano tenero e semola di grano duro, condita con pomodoro e formaggio caprino grattugiato.

pizza cilentana

  • Fusilli Felittesi mon amour

Accomodiamoci ora a tavola per accogliere la prima portata, i fusilli di Felitto al ragù, un piatto immancabile nelle grandi occasioni. Felitto è un paese del Cilento sulle rive del fiume Calore. La variante di fusillo che porta il suo nome è una pasta fresca all’uovo, fatta a mano secondo una laboriosa lavorazione tramandata di generazione in generazione, con l’aiuto di un ferro sottile e lungo, che serve a tirare e arrotolare la pasta. Ogni fusillo è lungo 18-22 cm ed ha una consistenza e una forma cava tale da raccogliere benissimo ogni tipo di condimento.

Questa particolare pasta è prodotta unicamente nel Comune di Felitto ed è riconosciuta dalla Regione Campania nel Registro dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali come stabilito dal decreto ministeriale delle politiche agricole e Forestali del 14 giugno 2002 (D.M. 350/99).

Fin dal 1976 il fusillo felittese è il protagonista assoluta dell’omonima sagra che si svolge ogni anno nella seconda decade di agosto

Secondo la tradizione i fusilli felittesi si condiscono con un sugo di castrato di capra (più raramente di pecora) e una spolverata di pecorino o di cacioricotta di capra cilentana.

Curiosità: la sera di Carnevale si mette da parte un piatto di fusilli per offrirli il giorno dopo, inizio della Quaresima, alle galline, come augurio di buona prolificità.

fusilli felitto

  • Un secondo che sa di storia

Lo sfriuonzolo di maiale è un secondo a dir poco appetitoso, che si è guadagnato il posto d’onore in una sagra ormai famosissima del Cilento, ‘U Sfriunzolo, che si tiene a San Mango Cilento verso la metà di agosto. Tre giorni di festa all’ombra dei numerosi archi del Centro Storico di San Mango, per assaggiare i piatti della tradizione, rinfrescarsi con le acque cristalline per cui S. Mango è anche detto “paese delle fresche sorgenti”, e fare anche una passeggiata nell’oasi naturalistica dell’antica Valle dei Mulini, risalente al XIII secolo.

Tornando a noi, lo sfriuonzolo di maiale è un piatto tradizionale che si consumava il giorno in cui si ammazzava il maiale. La carne fresca veniva insaporata con pappacelle sott’aceto per un piatto unico e gustoso.

u sfriuonzolo

 

  • I contorni

Ciambotta, mulignane ‘mbuttunate, tiella cilentana, i contorni sono infiniti. Oggi, però, assaggiamo un fiore all’occhiello della produzione agricola di questa terra, il carciofo di Paestum IGP, marchio ottenuto nel 2004.

L’inconfondibile sapore dolce, l’aspetto rotondeggiante e l’assenza di spine lo rendono particolarmente gradito rispetto ad altre tipologie della stessa famiglia. La cucina locale li vede protagonisti delle tavole pasquali in diverse versioni, dal classico imbottito (con un ripieno a base di pangrattato, formaggio, prezzemolo e aglio) a quello arrostito, ma anche fritto, nella pizza e nelle torte rustiche, e anche come amaro a fine pasto.

carciofo Paestum IGT

  • Direttamente dalla Magna Grecia: il fico bianco DOP

Al momento della frutta, non si può che servirvi il fico bianco del Cilento Dop, dolce e delicatissimo. Furono i coloni greci che fondarono Paestum e Velia a portarlo in questa terra, nel VI secolo a.C., e i cilentani hanno mantenuto la tradizione di “steccarli” (infilzarli in bastoncini di legno) e lasciarli essiccare. I fichi bianchi del Cilento si degustano freschi, secchi al naturale o ripieni di mandorle, nocciole, noci, bucce di agrumi.

fico bianco cilento dop

  • I dolci del Cilento

Non basta un articolo per descrivere la bontà e l’immensità del piacere del palato che offre il Cilento nei suoi dolci. Per una giornata particolarmente calda non ci può essere dolce migliore di un gelato con latte di bufala, realizzato con ingredienti freschi e di altissima qualità, scrupolosamente selezionati e caratterizzanti, come quello alle fragoline di bosco del territorio di Acerno.

gelato al latte di bufala

  • Per finire caffè e..

Ammazzacaffè. E anche qui c’è l’imbarazzo della scelta.

Il limoncello ai limoni della Costiera Cilentana è un classico, ma per chi desidera assaggiare qualcosa di più particolare, eccovi il liquore ai fichi bianchi del Cilento Dop, dal sapore autentico e naturale, o quello al carciofo di Paestum Igt, dall’azione rinfrescante e digestiva.

Gli amanti delle grappe saranno rapiti dal liquore alle foglie d’oliva, ottimo digestivo dalla gradazione importante.

 

E per quanto riguarda i vini con cui accompagnare l’intero pranzo, vi consiglio di dare un’occhiata qui.

 

Se siete arrivati alla fine di quest’articolo, sono sicura che avete l’acquolina e che state già programmando le vostre vacanze nel Cilento.

 

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